“L’articolo che segue è un sunto dell’originale

Circolo Culturale Proletario di Genova”

 

 

 

Perché c’è un nesso tra i tagli alla sanità e l’aumento della mortalità

 

Ivan Cavicchi, 23.02.2016, “Il Manifesto”

 

Salute. Cresce la morbilità e la mortalità. Come succede nei Pronto Soccorso degli ospedali romani

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Non arriverò a sostenere che esiste una relazione lineare tra quello che dice la Corte dei Conti («la spending review sta mettendo a rischio l’accesso dei cittadini ai servizi sanitari») e quello che dice l’Istat («aumento mortalità nel 2015, 54mila decessi in più rispetto al 2014»), ma neanche posso accettare che il governo dica a noi tutti che Cristo è morto di freddo, cioè ci racconti che tutto si spiega con un «rimbalzo demografico».

Che tra le politiche di definanziamento della sanità programmate per ridurre l’incidenza della spesa sanitaria in rapporto al Pil e la crescita della morbilità nel paese esista una correlazione è fuori di dubbio.

Che non sia l’unica correlazione è altrettanto vero ma non c’è discussione sul fatto che se la gente è curata male, non è curata, è in lista di attesa per mesi, è tassata con i ticket, con meno servizi, o come sta avvenendo in tutte le regioni, si accresce la distanza di prossimità tra il bisogno e i servizi accorpando e centralizzando tutto, la gente paga pegno.

Muore di più non di meno.

Sono anni che è dimostrata la correlazione tra il sovraccarico dei servizi dovuto a restrizioni pesanti del lavoro e la crescita della mortalità in ospedale. E negli ultimi anni è cresciuta, per esempio negli ospedali romani, la mortalità in maniera abnorme nei pronti soccorsi dove la gente aspetta sulle barelle di essere ricoverata. Il pronto soccorso per definizione è un luogo di passaggio e per questo dovrebbe avere una mortalità bassa, come mai oggi ha una mortalità il doppio della media?

La spending review quindi sicuramente per quota parte ha rapporti tanto con la morbilità che con la mortalità perché da idea di razionalizzazione ragionata essa è stata usata come un sistema diffuso di tagli lineari. Siccome tagliano solo l’offerta di tutele, non c’è dubbio sul fatto che fanno crepare la gente.

Quindi si pone un problema politico grande come una casa: a condizioni non impedite rispetto alle politiche sanitarie in atto ci si ammala di più e quindi si muore di più.